Lo smemorato Prodi e il marziano Emiliano

Alcuni anni fa Romano Prodi disse nero su bianco, con una determinazione che gli anni di vita pubblica non hanno mai avuto la fortuna di farci vedere, che l’Ulivo era una stagione morta. Ora, invece, dice che quell’esperienza per certi versi deleteria potrebbe essere resuscitata: “Quella del centrosinistra unito non penso sia un’esperienza irripetibile”. Un classico esempio di quando si dice avere le idee chiare… Nel luglio del 2011 lo stesso Prodi, in un’intervista alla Stampa disse di fatto che le accozzaglie non portano molto lontano perché perdenti. E di accozzaglie quell’Ulivo che lo mandò al governo ne era l’esempio per antonomasia. Tante teste (si fa per dire), tante sigle, tante idee (si fa per dire), tante differenze, tanti modi diversi di intendere il governo e le soluzioni alle reali esigenze della gente. E, in effetti, ogni volta che c’era da prendere una decisione bisognava dapprima assistere a infinite trattative per cercare una quadra del cerchio (appunto…) e poi forse si pensava alla gente (quasi mai) e ai poteri forti (sempre). In quell’intervista lo stesso Professore, puntando il dito contro quelli che lui considerava i responsabili della fine della sua esperienza a Palazzo Chigi, parlava di una stagione caratterizzata da estenuanti compromessi, sempre alla ricerca della mossa giusta da fare in una specie di Risiko in cui era in gioco la credibilità del Paese. E siccome certe notizie non arrivano mai sole, oggi è stata la giornata pure del barese Michele Emiliano. Il governatore della Puglia si dice pronto a candidarsi alla segreteria del Pd perché, parole sue, “Renzi non ha saputo sfondare al Sud”. E parla proprio lui che neppure sa cosa sia il Salento e che continua a trascurare profondamente con le sue politiche di stampo ariano che dividono e non uniscono, che sopprimono e non sviluppano. Ma qualcuno gli ha spiegato che non basta la stazza (l’unica cosa che gli si può riconoscere) per sfondare?

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