Nazisti sconfitti ma la Bundesbank domina

nazisti ue germania hitler Non ci sono riusciti i nazisti con le loro atrocità, ma i loro discendenti hanno affinato la tecnica e stanno portando a termine il piano. Se i nazisti non sono riusciti a dominare l’Europa con le loro armi, i loro cugini hanno conquistato il vecchio continente con la finanza. Questa dannata moneta chiamata euro è solo un marco travestito, presentato sotto mentite spoglie. Il resto dell’Europa si spegne ma l’economia tedesca continua a crescere. Le grandi potenze del passato si stanno spegnendo mentre i teutonici si accendono. Sta morendo la Grecia, culla della civiltà occidentale; hanno già ucciso il Portogallo e stanno facendo la stessa cosa con la Spagna, paesi un tempo conquistatori, civiltà vive, calde, sorridenti, ora fantasma di quello che furono. E sulla stessa morente china è anche l’Italia. E anche i paesi del nord Europa cominciano a mostrare le prime crepe. Se continuiamo ad attuare la politica restrittiva e del rigore imposta da Berlino non ci sarà più nulla da fare. Se il paziente è malato si deve intervenire, ma l’accanimento porta solo alla morte. Non si può vivere al di sopra delle proprie ricchezze e dei propri mezzi, ma non si può neppure morire come impone Berlino. “Il rapporto tra debito pubblico e PIL è aumentato di 15 punti percentuali [al 133p ] nel corso degli ultimi 15 mesi perché non c’è crescita. E’ tutto a causa degli effetti dell’austerità e del moltiplicatore fiscale. Stiamo facendo lo stesso errore che hanno fatto in Grecia”. Questo spiegava Antonio Guglielmi di Mediobanca nel 2013. Il professor Giuseppe Ragusa della Luiss Guido Carli di Roma, sempre nel 2013, ha detto che il governo si sta arrampicando sugli specchi sperando che la ripresa mondiale riuscirà in qualche modo a portare l’Italia fuori dal guado: “Loro non stanno facendo nulla. La politica è completamente passiva, non funzionerà, perché siamo in una trappola del debito, ed a differenza della Spagna abbiamo continuato a perdere competitività nei confronti della Germania negli ultimi tre o quattro anni”. Mediobanca è la seconda più grande banca italiana e non chiede un ritiro dall’UEM con un ritorno alla lira. Eppure la logica fa capire che l’Italia starebbe molto meglio fuori dall’UEM e come la Grecia presto potrebbe trovarsi al bivio se farlo o no se le potenze creditrici del nord (leggi Germania) dovessero persistere nel loro regime distruttivo. L’Italia non è un caso disperato. La sua posizione patrimoniale netta sull’estero è -30% del PIL, rispetto al -92% per la Spagna e -100% per il Portogallo. Ha un debito ipotecario molto basso. La ricchezza media degli italiani è di € 173.500 che li rende quattro volte più ricchi dei tedeschi, a 51.400 €. L’Italia è il più virtuoso dei grandi Stati UEM, con un avanzo primario di 2.5% del PIL. Questo significa che potrebbe lasciare l’euro quando vuole senza incorrere in una crisi di finanziamento ed è abbastanza grande da superare lo shock.

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