Un governo di Cinquestelle e Pd

Un governo di Cinquestelle e Pd

Un governo di Cinquestelle e Pd probabilmente non è quel meglio che gli italiani potessero sperare. Specie se tale esecutivo dovesse avere l’imprinting di quel Matteo Renzi che tante macerie ha lasciato dietro di sé. Se poi al posto di Conte dovesse essere designato un membro della casta giudiziaria, così come indicato dai rumors, allora siamo proprio alla farsa. Più che un segno del nuovo che avanza sarebbe la prova di una continuità che non fa bene al Paese.

Un governo con queste premesse metterebbe nuovamente nei guai il M5s. Perché a questo punto correrebbe il rischio di scomparire facendo la fortuna dei partiti tradizionali. Un governo di Cinquestelle e Pd avrebbe senso se ad indicare l’agenda delle priorità fosse l’azionista di maggioranza dell’esecutivo. Ciò significa che il Movimento grillino dovrebbe realmente prendere coscienza della sua forza. E in tal modo farsi portatore sano ed esclusivo del proprio destino. Praticamente niente a che vedere con quanto accaduto fino ad ora.

Nei 15 mesi di governo gialloverde è stato Salvini a vestire i panni del dominus neanche avesse la maggioranza in Parlamento. Bravo, però, ad utilizzare il proprio ruolo di ministro dell’Interno per accrescere la sua popolarità. Per creare consenso intorno alla sua figura senza alcun beneficio per il Paese. E ora, l’impressione è che il Pd voglia ripercorrere le stesse orme del leghista. Ossia usare l’esperienza di governo come trampolino di lancio per il proprio tornaconto.

Non è il Pd che deve dettare l’agenda del nuovo esecutivo, come sta avvenendo adesso. Devono farlo i Cinquestelle che hanno i numeri. E devono imporre al futuro partner i propri punti programmatici. Cominciando dalla riforma della giustizia che levi potere all’intoccabilità deistica dei giudici di cui il Pd è responsabile. Fino ad arrivare, se davvero ci sono colpe gravi, alla revoca della concessione delle autostrade ai protetti di Salvini e di chi finora ha avuto benefici al contrario dei cittadini utenti. Magari passando per il taglio delle poltrone e la reale riduzione dei costi della politica.

Ma soprattutto non devono diventare ostaggio degli istinti suicidi della sinistra. Che significa non farsi gettare nelle mortali sabbie mobili dei porti aperti e pretendere rispetto in Ue, cosa che alla sinistra non è mai riuscita. Messa così pare una missione impossibile, ma sta proprio qui il senso stesso del M5s. Se ciò non fosse possibile meglio le elezioni che arrecare altri danni per colpa di chi il Paese non lo vuole cambiare.

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