Segnalazioni e recensioni giallo L’intrigo

Segnalazioni e recensioni giallo L’intrigo sulla Massoneria ambientato in Calabria e vede due donne contro la ndrangheta

 

Il giallo L’intrigo sulla rivista Pianeta Salute

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Segnalazioni e recensioni giallo L’intrigo

Segnalazioni e recensioni giallo L’intrigo sul blog su Mondo Libri

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Segnalazioni e recensioni giallo L’intrigo

… non era certamente da ritenersi normale un tale legame tra un uomo di Chiesa, un parlamentare della Repubblica e di un mafioso…

 Questi due righi, racchiudono il romanzo di Cesario Picca dal titolo “L’intrigo, guanti puri e senza macchia” una nuova avventura del cronista salentino Saru Santacroce che ha subito attirato la mia attenzione.

Saro Santacroce è un personaggio interessante e carismatico, un uomo del Sud affascinante e ligio al dovere; un cronista che non ha paura di affrontare situazioni scomode pur di venire a capo della verità.

“…un salentino esilarante, con pochi peli sulla lingua, qualche volta rude e politicamente non corretto, ma genuino, schietto e sincero…”così come lo descrive Cesario Picca nel romanzo.

Ed è proprio questo suo coraggio che rende il romanzo accattivante e scorrevole. Un romanzo che tratta temi odierni di grande impatto sociale che  se da un lato colpiscono la sensibilità del lettore. Dall’altro, fanno scuotere la testa ed arricciare il naso: immigrazione, infiltrazione mafiosa, religione corrotta, omosessualità, omofobia. Ma la presenza di Saru Santacroce, il suo temperamento e la sua ironia, alleggeriscono le tematiche e conducono il lettore ad un’attenta riflessione.

Un romanzo sociale e culturale, le cui pagine sono allietate dalla presenza di citazioni e nomi che fanno riferimento alla nostra cultura letteraria: Dante Alighieri, Pasolini, Nietzsche, Peppino Impastato, la Massoneria ( che ricopre un ruolo importante all’interno del romanzo), Einstein, Francisco Goya fanno capolino di tanto in tanto.

“La massoneria è il modo migliore per gettare fumo negli occhi dell’opinione pubblica. E’ il capro espiatorio ideale per ogni circostanza, è la potenziale causa di ogni male in questo paese. Ci basterà colpire i massoni…”

Personaggi che rappresentano il nostro panorama letterario, culturale e sociale, e che inseriti all’interno di un romanzo “giallo/thriller, lo rafforzano, e  ne sottolineano le competenze letterarie e culturali dell’autore.

Un romanzo annoverato come giallo / thriller per la presenza di morti misteriose e sospette con cui apre il romanzo stesso, ma a mio dire, un romanzo sociale di narrativa contemporanea per l’aggiunta di contenuti letterari che ne hanno arricchita la mia lettura.

Una lettura ricca di colpi di scena che ingannano il lettore fino all’ultima pagina e non ne anticipano il finale; anzi…quando tutto sembra finito e il caso chiuso e risolto, la storia continua a regalarci dei colpi di scena.

Permettetemi solo una piccola (anzi piccolissima) critica personale, che spero sia costruttiva atta a far riflettere l’autore; la lettura a mio dire non avrebbe avuto bisogno dell’aggiunta del titolo all’inizio di ogni capitolo. Capisco la scelta dell’autore nel volerne anticipare il tema, ma questo ha solo “svalutato” il romanzo, eliminando un po’ di suspense e bellezza. Parliamo  di un romanzo con la R maiuscola non un romanzetto scritto da un principiante. La storia sarebbe andata da sé…capitolo dopo capitolo, pagina dopo pagina, facendo da concorrenza a tutti i romanzi gialli presenti nel campo letterario.

Resta comunque una lettura consigliatissima a tutte le fasce d’età su vari versanti; sia per l’utilizzo di un linguaggio pulito e comprensibile. Accompagnato da una perfetta sintassi, sia per il pathos creato, tanto ricercato dagli amanti del genere, sia per l’inserimento dei riferimenti culturali sopra citati. Con il libro di Cesario Picca, ci si avventura in un mondo reale ricco di suspense, ma nello stesso tempo si colmano quelle lacune letterarie che ciascuno di noi dovrebbe possedere.

Vi assicuro che vi innamorerete di Saru Santacroce e lo seguirete in tutte le sue avventure.

Buona lettura!!!

La recensione del giallo L’intrigo sul blog Il rumore dei libri

Tutti possono scrivere un romanzo.

In tanti, troppi pensano d’aver scritto il bestseller dell’anno e ritenendosi legittimati ad aspirare al Nobel per la Letteratura.

Per un novello autore è più “semplice” seguire “la moda” letteraria del momento, dedicandosi alla scrittura di un thriller e/o di un romance sperando così d’ottenere il consenso del lettore.

Ma la differenza tra un aspirante scrittore ed uno vero si manifesta quando quest’ultimo dimostra di possedere il coraggio oltre che il talento nell’affrontare, in modo creativo e credibile, tematiche scottanti e politicamente scorretti.

Cesario Picca ha dato prova di possedere queste indispensabili doti scrivendo un romanzo originale quanto drammaturgicamente urgente.

“L’intrigo: Guanti puri e senza macchia” infatti non è altro che un duro, puntale ed onesto atto d’accusa nei confronti della nostra corrotta classe politica e dello scellerato patto stretto con la criminalità organizzata nel trasformare il tragico tema dell’accoglienza in un ricco e crescente business.

Picca non esita a mettere sul banco degli imputati anche le più alte sfere religiose oltre quelle politiche ed imprenditoriali, facendo emergere un quadro di diffusa illegalità ed avidità, gettando una desolante e amara ombra per il futuro del nostro Paese.

“L’intrigo: Guanti puri e senza macchia” ha anche l’apprezzabile obiettivo narrativo e culturale di porre fine all’atavico  pregiudizio nei confronti della Massoneria e dei suoi componenti, additati ingiustamente dalla distratta ed “ignorante” opinione pubblica, come un’organizzazione misteriosa e pericolosa per il nostro Paese.

Una doppia ambiziosa e difficile scommessa narrativa e sociale che i due autori hanno complessivamente vinto   costruendo un romanzo giallo, ambientato nella calda, bella ed ambigua Calabria, capace di far entrare il lettore dentro una storia avvincente, coinvolgente e vibrante come pathos e ritmo narrativo.

Picca nell’intento di mostrare e denunciare gli abusi e soprusi di una parte dello Stato e della cosiddetta società civile, è stato altresì meritevole nel sottolineare come esistano ancora figure oneste e leali tra i ranghi dello Stato e giornalisti seri e preparati, pronti anche a rischiare la propria vita per amore della verità e della giustizia.

Rosario Santacroce, Carla De Paolis e Maria Cota sono i tre protagonisti di questa complessa e rischiosa indagine, nata dopo l’apparente incidente mortale di Don Gianni Matano, integerrimo proprietario di una banca locale calabrese.

Il lettore conosce ed apprezza le virtù umane e professionali di questi personaggi seguendone con curiosità ed attenzione le loro scelte ed azioni e sostenendoli nella loro solitaria sfida al sistema.

“L’intrigo: Guanti Bianchi e senza macchia” presenta un impianto narrativo agile e lineare e uno stile di racconto semplice quanto intenso che consente   al lettore di “divorare” il romanzo rapidamente e piacevolmente.

L’accoglienza è un dovere morale oltre che politico, ma altrettanto netto e fermo deve essere il controllo e la condanna per chi specula sul dolore e disperazione di uomini e donne fuggiti dalla guerra e dalla povertà estrema.

“L’intrigo” è l’ideale promemoria per il lettore italiano influenzato da fake news e slogan politici d’effimera sostanza ma di grande impatto mediatico.

Vittorio

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