Giornalista e scrittore
 

Stampa e giornalismo

Stampa e giornalismo nel saggio giuridico Senza Bavaglio che affronta il tema in maniera molto approfondita

Stampa e giornalismo attraverso il saggio Senza Bavaglio

Un manuale che parli in maniera esauriente di stampa e giornalismo in Italia è il saggio giuridico Senza Bavaglio. Si tratta di un lavoro molto approfondito che affronta il tema in maniera esaustiva attraverso l’interpretazione di dottrina e giurisprudenza. La stampa è (o dovrebbe essere) un valore fondante dell’ordinamento statale. Perché, come spiega il Luciani, “la libertà di manifestazione del pensiero e la libertà di informazione vengono collocate non solo tra i valori fondamentali nell’ordinamento. Ma anche tra quelli che dell’ordinamento sono fondanti”. Ernest Heinitz scrive: “La libertà della stampa non è più soltanto diritto di libertà dell’individuo di manifestare il proprio pensiero col mezzo della stampa. Ma si tratta del complesso dei diritti di una istituzione considerata dal legislatore come uno dei pilastri della democrazia”.

Ovviamente, la realtà dimostra che tra teoria e pratica esiste un abisso. E il rapporto di Reporters sans frontières è tal proposito abbastanza impietoso. Sta di fatto che la stampa e il giornalismo hanno (o dovrebbero avere) una missione. Ossia informare l’opinione pubblica per darle gli strumenti necessari per gestire al meglio e in maniera efficace i propri diritti. La realtà e i fatti dimostrano che ciò non è realmente mai avvenuto. E a questo si aggiunge la caduta umana e professionale che da tempo, ormai, il mondo dell’informazione e dei media sta vivendo.
Il saggio giuridico Senza Bavaglio spiega tutto questo in maniera certosina e approfondita fornendo un quadro abbastanza completo ed esaustivo della situazione. E affronta tutte le vicende – dal punto di vista storico e giuridico – che in Italia hanno influenzato l’evoluzione del concetto di libertà di stampa e di pensiero e il giornalismo. Non manca neppure il lungo dibattito sulle concentrazioni editoriali e sul necessario pluralismo delle fonti informative. E a corredo del tutto ci sono una corposissima bibliografia e autorevoli approfondimenti.

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