Caso Consip e la solita macchina del fango

Caso Consip e la solita macchina del fangoCaso Consip e la solita macchina del fango. Per l’ennesima volta si starebbe usando la magistratura e le inchieste per eliminare i propri avversari politici. Almeno così c’è da credere in base a quanto riportano gli organi di informazione.

Di fatto si tratta di un déjà vu dopo tutto quello che abbiamo visto ai tempi di Tangentopoli. Sarebbe molto interessante capire chi, per l’ennesima volta, ha fatto ricorso al gioco sporco per eliminare Matteo Renzi.

Chi ha fatto in modo che venisse manipolata l’indagine condotta dal Nucleo Tutela Ambiente dei carabinieri sul caso Consip. Così come sarebbe interessante sentire le spiegazioni del capitano del Noe Gianpaolo Scarfato. Accusato di falso aggravato, ci piacerebbe che spiegasse perché le intercettazioni sarebbero state manipolate in due passaggi.

Una manipolazione per far credere che l’allora presidente del Consiglio abbia usato i servizi segreti per disturbare le indagini che l’Arma stava conducendo sull’imprenditore Alfredo Romeo. E per accostare Tiziano Renzi, padre dell’allora premier Matteo, a Romeo ventilando l’ipotesi che i due facessero affari loschi.

Per restare in argomento, ma calpestando l’altra parte dello schieramento, appare quantomeno discutibile l’ennesima discesa in campo della magistratura nel caso Genova. Una intromissione che sta agitando il Movimento 5 stelle e il suo concetto di presunta democrazia partecipativa dal basso.

Sarebbe stato bello se i magistrati si fossero gettati nell’agone politico con la stessa determinazione mostrata in questa circostanza quando centrodestra e centrosinistra sceglievano i loro candidati sindaco. Chissà quante mezze calzette trasformate in statisti ci saremmo risparmiati. E di conseguenza i loro danni.

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