Renzi e il coraggio per le cose che contano

Renzi e il coraggio per le cose che contano Renzi e il coraggio per le cose che contano. Entrando nell’Open Air Theatre di Milano dove si è svolta la cerimonia di apertura di Expo, Matteo Renzi avrebbe usato il suo solito sarcasmo pungente.

Nel suo mirino sarebbero finiti Romano Prodi e Rosy Bindi seduti tra ministri e ospiti importanti. Guardandoli avrebbe detto: «Ah, i gufi li avete messi lì». E lo avrebbe detto, dicono, con l’intenzione di farsi sentire.

In effetti, un plauso al coraggio di Renzi non dovrebbe mancare. In fondo Romano Prodi e Rosy Bindi a questo Paese non hanno fornito alcun contributo. Anzi, il primo lo ricorderemo come colui che ci ha gettati nel fondo senza fondo dell’euro. Colui cioè che ci ha fatti finire nelle fauci della Germania che con l’euro sta di fatto portando a compimento l’opera di conquista tentata dai nazisti.

Della seconda sfido qualcuno a ricordarsi qualcosa di concreto a parte il lauto stipendio che percepisce. Renzi, però, dovrebbe mostrare lo stesso coraggio anche nei confronti di altri presunti mostri sacri dall’armadio pieno di scheletri. Così come sarebbe opportuno che lo mostrasse nel fare per davvero le cose. Renzi dovrebbe mostrare il coraggio per le cose che contano.

Ma quelle realmente necessarie per la gente e il Paese senza guardare in faccia i soliti amici degli amici. Magari gettando le basi per una ripresa mettendo le aziende in condizione di produrre e distribuire ricchezza. Potrebbe mostrarlo affrontando a muso duro i leader degli altri Paesi senza comportarsi da zerbino.

Perché solo così potrà ridare onore alla gente sana, onesta e laboriosa di questo Paese. Gente che viene ingiustamente additata all’estero per colpa di quattro politicanti cretini e incapaci che nulla hanno a che vedere con la realtà delle cose. Ma se spreca tempo e risorse per un’inutile legge elettorale l’impressione è che vada nella stessa sbagliata direzione di chi lo ha preceduto.

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