Giornalista e scrittore
 

Su Ronaldo il reato è denunciare una violenza dopo anni

Ronaldo il vero reato è denunciare una violenza dopo anni facendo sorgere il dubbio che lo stupro sia un’estorsione

Ronaldo il vero reato è denunciare una violenza dopo anniNella questione Ronaldo il vero reato, a mio avviso, è denunciare una violenza dopo anni. Faccio davvero molta fatica a comprendere perché una vittima dovrebbe attendere anni prima di puntare l’indice contro il proprio carnefice. Solitamente chiunque, dopo aver subito un reato, è animato se non da uno spirito di vendetta quantomeno dalla volontà di vedere punito il reo. Ma spesso non accade e assistiamo a denunce ad orologeria che fanno sorgere parecchi sospetti.

Lo stupro è, senza se e senza ma, una delle colpe più gravi di cui ci possa macchiare. Pertanto, la pena dovrebbe essere a dir poco esemplare se non addirittura capitale. Perché chi uccide una persona lo fa una sola volta. Ma chi violenta rende perpetua la morte con cui l’anima violata e lacerata deve fare i conti. Un pesante fardello con il quale non sempre si riesce a convivere. Negli ultimi anni, però, siamo stati costretti ad assistere a situazioni se non strane almeno stravaganti. Abbiamo visto donne, per lo più note, che hanno denunciato le presunte violenze sessuali subite. Reati subiti solitamente molti anni prima da parte di personaggi altrettanto noti o potenti. Mai una denuncia contro un abusante povero che sia andata oltre le 24 ore. Il che fa pensare a una sorta di giustizia ad orologeria dal sapore quasi estorsivo. L’ultimo caso in ordine di tempo riguarda il calciatore Cristiano Ronaldo che fa venire il dubbio che il vero reato sia (è) denunciare una violenza dopo anni. Tralascio il fastidioso sospetto che finché è stato in Spagna nulla si sia saputo di questa presunta violenza sessuale commessa a Las Vegas ai danni di una modella. Invece ora che gioca in Italia la notizia è venuta fuori dopo nove anni e a pubblicarla è stato un giornale tedesco.
il diritto alla difesa
Per quanto mi riguarda va riconosciuto infinito rispetto per il dolore che un tale grave reato arreca a chi lo subisce. Ma la solidarietà e il giustizialismo devono fare i conti con l’altrettanto importante concetto di difesa. La difesa è e resta un punto cardine della giustizia al pari dell’accusa e del giudicante. Se la denuncia viene formalizzata molti anni dopo che il reato sarebbe stato commesso è difficile se non impossibile che l’accusato possa difendersi. Del resto è noto quanto sia difficile ricordare ciò che si è fatto il giorno prima figurarsi anni prima. Perché il mostro solitamente ricorda, ma l’innocente no. Pertanto, ritengo che sia lecito se poi sorge un dubbio. Ossia che tale denuncia sia generata da o si porti dietro qualcosa di poco chiaro che nulla ha a che fare con la giustizia e con il dolore per una violenza subita.

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