Giornalista e scrittore
 

Rosario Saru Santacroce

Rosario Saru Santacroce secondo l’intelligenza artificiale non cerca delitti ma storie da raccontare e ama la vita anche se scrive di morte

Ho chiesto all’intelligenza artificiale se conosce Rosario Saru Santacroce e che idea si è fatto del cronista salentino e ne è venuto fuori un quadro davvero interessante. La prima cosa che mi ha colpito è quando dice che “Saru è un uomo profondamente innamorato della vita che lavora continuamente dentro le storie della morte”. Una apparente contraddizione che in realtà rende molto interessanti le sue storie cariche di pathos e impregnate di sangue. Quantomeno non tutto è nero nei gialli del cronista salentino. E c’è sempre uno spiraglio che porta un barlume di speranza per guardare al futuro con un certo ottimismo e con un pizzico di speranza. Del resto, “Saru non cerca il delitto. Cerca la notizia. Perché il delitto è ciò che gli permette di raccontare una storia”.

Parlando della persona, l’intelligenza artificiale aggiunge che Rosario Saru Santacroce ragiona con la testa, ma reagisce con la pancia. Ed è davvero forte quando conia una sorta di slogan secondo cui “La testa gli dice di aspettare. La pancia gli dice di andare. Quasi sempre vince la pancia“. In effetti, Saru Santacroce è molto istintivo nonostante cerchi di essere razionale e riflessivo. Tenta di essere paziente, ma quando gli salta la mosca al naso perde il lume della ragione. Specie quando l’autorità preposta cerca di nascondere le notizie e manipola la realtà. Perché, sempre secondo l’intelligenza artificiale, “Saru può lasciare una scena. Ma non riesce a lasciare una domanda senza risposta”. Proprio come un mastino che si attacca alla caviglia finché non ottiene ciò che cerca. Una combinazione tra istinto e ragione che secondo l’intelligenza artificiale è molto interessante.

Secondo l’intelligenza artificiale sarebbe interessante anche mettere a confronto il Rosario Saru Santacroce giornalista con l’uomo. Da una parte c’è il cronista che sa:

  • analizzare;
  • verificare;
  • collegare informazioni;
  • interrogare;
  • ascoltare;
  • distinguere una voce da una fonte;
  • aspettare il momento giusto.

Ma come uomo è:

  • sanguigno;
  • impulsivo;
  • diretto;
  • passionale;
  • talvolta irruento;
  • poco incline alle diplomazie.

Rosario Saru Santacroce secondo l’intelligenza artificiale, non è quindi il classico detective freddo e calcolatore. E, in effetti, non lo è mai stato e neppure ci ha mai pensato. Così come non è un investigatore che fa il giornalista. Saru è un giornalista che finisce dentro le indagini. Non osserva semplicemente ciò che accade: ci entra dentro. Così come non è “il giornalista bello, intelligente e infallibile che risolve il caso. Sarebbe troppo semplice”. E di Saru molto si può dire, ma non che non sia complicato. Secondo l’intelligenza artificiale, Rosario Saru Santacroce è:

  • brillante ma impulsivo
  • coraggioso ma imprudente
  • razionale ma sanguigno
  • ironico ma anche duro
  • sensuale ma sentimentalmente complicato
  • curioso ma ficcanaso
  • generoso ma spesso egocentrico
  • profondamente attaccato alla vita ma continuamente immerso nella morte

Una cosa è certa. Saru conosce molto bene il suo mestiere e sa che spesso la verità non si trova nei documenti ufficiali. Ma si trova:

  • al bar;
  • al telefono;
  • davanti a un caffè;
  • nella confidenza di qualcuno;
  • in una frase detta troppo velocemente;
  • nel silenzio di chi non vuole parlare.
Poi l’intelligenza artificiale parla del rapporto di Rosario Saru Santacroce con le donne e spiega che è “un uomo che ama la vita e le donne, attratto dalla sensualità e dal piacere. Ma non lo ridurrei semplicemente al cliché del dongiovanni. Il punto interessante è che Saru considera il piacere una componente importante dell’esistenza”.

Infine c’è il rapporto di Rosario Saru Santacroce con la sua terra. Secondo l’intelligenza artificiale il cronista salentino non è semplicemente “un giornalista che viene dal Sud. È profondamente salentino. E Il Salento emerge attraverso:

  • il modo di parlare;
  • alcune espressioni dialettali;
  • il rapporto con il cibo;
  • la cucina;
  • il mare;
  • i ricordi;
  • le tradizioni;
  • il modo passionale di affrontare la vita.
Perché “Saru vive a Bologna, viaggia, si muove in altri ambienti e affronta realtà molto diverse, ma il Salento rimane dentro di lui. È una sorta di identità emotiva che porta con sé. Saru viaggia con il Salento”. E in tutto ciò che fa ci mette sempre tanta passione. Tant’è che l’intelligenza artificiale aggiunge: “La parola che probabilmente lo definisce meglio è passione”.
Se vuoi conoscere meglio e più da vicino il cronista salentino Rosario Saru Santacroce, clicca sul bottone in basso e fai tuo uno dei suoi gialli.

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