Giornalista e scrittore
 

Cento giorni e Manzoni

Cento giorni e Manzoni legati dall’amore e dal misticismo provvidenziale tipico dell’autore de I promessi sposi

Cento giorni e Manzoni legati dal misticismo provvidenziale

Il romanzo Cento giorni e le opere del Manzoni hanno qualcosa in comune. Sì, perché il romanzo di Cesario Picca oltre ad essere un’intensa ed emozionante storia d’amore, è anche impregnato di quel misticismo provvidenziale tipico dell’autore de I promessi sposi. Tentando di ergersi a dispensatore della vita attraverso la clonazione, l’uomo finisce per mettere a punto la sua distruzione. Ma una remota speranza di salvezza c’è. E, pertanto, la inebriante relazione tra la bellissima salentina Annalisa e un affascinante lord scozzese si intreccia con un progetto di salvezza. Sono tanti i protagonisti che accomunano il romanzo Cento giorni e Manzoni.

Don Giorgio è un sacerdote che somiglia parecchio a fra Cristoforo, pronto a combattere contro i potenti e i superbi. E nella fattispecie per contrastare i piani del dottor Mc Strane, un ricercatore che veste i panni di don Rodrigo. Con i suoi esperimenti e il proprio ego sconvolge la vita di due fratelli che interpretano la speranza di cui sono ferventi portatori Renzo e Lucia.
Uno di loro, il frutto della clonazione, ricorda molto l’Innominato con quella sorta di conversione dalla dissipazione all’amore per il prossimo. E al suo fianco c’è un sensitivo che ricorda la figura del cardinale Borromeo.
Ricordando un po’ Agnese, Annalisa è la prima donna di questa sorta di catena evolutiva. Un’eroina sacrificata per il bene di un’umanità che fa di tutto pur di segnare rovinosamente il proprio destino. Non prima, però, di avere la gioia di vivere qualcosa di unico. Al contrario della piccola Cecilia, la giovanissima Mary sopravvive a insidie e dolore, vive la propria relazione d’amorosi sensi e dà alla luce un figlio.

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