Giornalista e scrittore
 

In Giappone rischio nucleare dopo il terremoto

In Giappone rischio nucleare dopo il terremoto nonostante il tentativo di nascondere la gravità della situazione

In Giappone rischio nucleare dopo il terremoto sconvolgente

Dopo il terremoto è allarme in Giappone per un rischio nucleare. Non c’erano dubbi che la situazione fosse più grave di come era stata descritt, ma ora cominciano ad arrivare pure le certezze.

Non bastano le rassicurazioni del ministro per la Strategia nazionale giapponese, Koichiro Genba, che dice che «non c’è assolutamente alcun rischio Chernobyl».
In realtà le attenzioni del mondo sono puntate sui rischi di una contaminazione radioattiva su vasta scala. Tant’è che le stesse autorità nipponiche, secondo la Bbc, avrebbero chiesto ufficialmente aiuto. In primis agli esperti dell’Aiea, l’agenzia atomica internazionale, per fronteggiare la crisi nucleare.
Inoltre, la Nuclear Regulatory Commission americana ha fatto sapere che il governo di Tokyo ha chiesto formalmente anche l’aiuto degli Stati Uniti per raffreddare i reattori nucleari danneggiati.
Dalla Francia nessuna rassicurazione da parte dell’Autorità per la sicurezza nucleare. Secondo l’ente, infatti, gli incidenti ai reattori nucleari giapponesi dovrebbero essere classificati a livello 5 o 6 e non 4 su una scala di sette.
Insomma, la realtà sarebbe molto più grave di quanto viene dato ad intendere. Il ministro Koichiro ha cercato di tranquillizzare sulle condizioni della centrale di Fukushima 1 dopo le esplosioni avvenute al reattore 3. Ma pare certo che le barre di combustibile siano rimaste scoperte dall’acqua di raffreddamento in tutti e tre i reattori della centrale.
Nelle altre due centrali che domenica destavano preoccupazione, Onagawa e Tokai, hanno rimesso in funzione gli impianti di raffreddamento. E secondo la Tepco, (Tokyo Electric Power), la società che gestisce l’impianto, anche i reattori 1 e 2 di Fukushima sono fuori pericolo.
probabile fusione nel nucleo
In realtà la stessa Tepco ha ammesso che le barre di uranio al reattore 2 sono rimaste totalmente esposte per due ore e mezza. Ciò significa che con ogni probabilità è avvenuta la fusione del nucleo del reattore. E non bastano le rassicurazioni della società nipponica sul livello dell’acqua tornato a coprire la parte inferiore delle barre di combustibile per 30 centimetri.
Per evitare l’esplosione di idrogeno, Tepco ha annunciato che cercherà di praticare un foro nel muro dell’edificio che ospita il reattore per far fuoriuscire l’idrogeno. La società ha anche iniziato a depressurizzare la vasca di contenimento del reattore 2 facendo fuoriuscire vapore radioattivo.

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