Giornalista e scrittore
 

Per solidarietà la Curia sfratta donna incinta

Per solidarietà la Curia sfratta donna incinta a Grosseto costringendola a vivere in macchina insieme al marito

Per solidarietà la Curia sfratta donna incinta a Grosseto

Difficile parlare di solidarietà e pretenderla dagli altri se poi la Curia di Grosseto sfratta una donna incinta. Tra pochi giorni avrebbe potuto stringere il figlio tra le braccia. Invece Donya, 23 an­ni, di origine egiziana, ha per­so il bimbo all’ottavo mese di gravidanza per distacco della placenta.

Non è il primo abor­to per la poveretta che da due settimane viveva in un’auto con il marito. Finita in strada dopo essere sta­ta sfrattata da un albergo di Grosseto di proprietà della Cu­ria, perché scaduta la conven­zione firmata con i servizi so­ciali del Comune.
La coppia abitava nella mac­china dal 31 maggio. Quel giorno era scaduta la convenzio­ne tra i servizi sociali e un alber­go di proprietà della Curia che ospitava sei famiglie in emer­genza abitativa.
«In queste due settimane ho chiesto aiu­to al sindaco, alla Società della Salute, alla Curia – racconta il marito Fa­thy – Due giorni prima dello sfratto avevo trovato lavoro co­me pizzaiolo, bastava aspetta­r­e e avrei avuto i soldi per paga­re una casa in affitto. Invece ho anche dovuto lasciare il lavoro per star dietro a mia moglie».

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