Il dio danzante

Un ingente carico d’oro e l’onore della famiglia sono due moventi molto pericolosi in un giallo nel Salento dove in tanti custodiscono segreti inconfessabili

Il dio danzante di Saru Santacroce e segreti inconfessabiliIl dio danzante di Saru Santacroce e segreti inconfessabili in questo giallo nel Salento in cui nulla è come appare

Il dio danzante – delitto nel Salento è la terza avventura del cronista salentino Rosario Saru Santacroce sempre a caccia di notizie da raccontare ai lettori. Stavolta Saru è nella sua terra, il Salento, e segue le indagini dei carabinieri di Lecce per catturare un pericoloso ergastolano fuggito dall’ospedale Vito Fazzi di Lecce.

Gli investigatori stanno anche cercando di recuperare un prezioso bottino frutto di una sanguinosa rapina ai danni di un furgone portavalori. Quell’uomo in fuga, ex killer della Scu, è l’unico che conosce il luogo in cui sono stati nascosti 200 chilogrammi di lingotti d’oro. Pertanto le due indagini vanno a braccetto. Nella sua folle corsa a caccia di notizie, il cronista salentino Saru Santacroce si imbatte anche in una donna molto enigmatica e pericolosa. È Rosa Barba, donna di polso e di mafia, che tiene le redini della sua famiglia e ne cura gli interessi. Pur di detenere il potere è disposta a sacrificare tutto, anche gli affetti.
Nessuno può permettersi di tenerle testa. Specie un giornalista ficcanaso come Saru Santacroce. Perché certe avventatezze si possono pagare anche con la vita. E non è escluso che sia proprio per questo che il cronista diventa vittima di un attentato. Tanti i colpi di scena in questo thriller avvincente ambientato nel Salento.
Anche nel giallo Il dio danzante, Saru svela ai lettori i meccanismi dell’informazione, fa leggere loro veri articoli di cronaca e riporta alla luce fatti realmente accaduti. Saru è un personaggio esplosivo, razionale, qualche volta rude e politicamente non corretto. È genuino, schietto e sincero. Va dritto alla sostanza anche se non disdegna la forma; ama la vita, odia la falsità, l’ipocrisia e il finto buonismo. Il suo amore per il Salento traspare attraverso il gusto per la buona tavola, i prodotti e i piatti tipici, i modi di pensare e di dire, i luoghi e i ricordi che qui sono molto dolorosi.
Come nelle altre avventure anche nel giallo Il dio danzante qui si intrecciano fantasia e realtà, cronaca e racconto, storia e attualità. Con le sue riflessioni e con il colpo di scena finale sarà inevitabile constatare quanto sia difficile o quanto meno problematico fare i conti con le proprie certezze e con le proprie convinzioni.  Specie quando in tanti nascondono dei segreti inconfessabili. Sullo sfondo di questo thriller c’è anche l’eterna lotta per la supremazia tra l’amore e il potere.

Le recensioni

Gran bel giallo
Il dio danzante è il migliore dei tre libri scritti dal bravo Picca. Bellissime le ambientazioni, intrigante e con suspense l’intero romanzo. L’equilibrio del libro, tra descrizioni di piatti tipici, scene erotiche e trama poliziesca, è la migliore di sempre e lascia il lettore avvinghiato al libro sino all’ultima pagina. Complimenti all’autore che sta via via migliorando il proprio modo di scrivere andando a colpire il cuore del lettore