Giornalista e scrittore
 

Libertà di stampa come diritto negativo

Libertà di stampa come diritto negativo in Senza Bavaglio che approfondisce il tema tramite dottrina e giurisprudenza

Libertà di stampa come diritto negativo in Senza BavaglioLa libertà di stampa va intesa anche come diritto negativo e il concetto viene ampiamente sviscerato in Senza Bavaglio, il saggio giuridico che approfondisce il tema attraverso il lavoro di dottrina e giurisprudenza. Libertà di stampa, infatti, non significa solo diritto di esprimere le proprie idee e il proprio pensiero. Il concetto include anche la garanzia dell’esercizio negativo, ossia la possibilità di non esprimere le proprie opinioni. E’ vero che la libertà indica emancipazione dal potere pubblico e privato, ma anche un’assenza di doverosità. Ossia il diritto a non rivelare le proprie convinzioni.

«La libertà di tacere ha tradizioni altrettanto nobili della libertà di parlare e discende dalle stesse matrici ideologiche – afferma il Cerri – La libertà di manifestazione del pensiero include quella di coscienza come il più contiene il meno e si fonda sugli stessi presupposti… La tutela della libertà di non palesare il pensiero non è più un minus nei confronti della libertà di manifestarlo, ma un qualcosa di pariordinato e di parallelo… Il diritto al silenzio si fonda sugli stessi presupposti rispetto a quello di comunicare… Il diritto positivo e quello negativo di pensiero non solo hanno identico fondamento, ma anche contenuto corrispondente».
Come il Cerri anche il Carnelutti pone l’accento sul diritto negativo della libertà di pensiero. «Ciò che la legge garantisce – afferma il Carnelutti – è la conformità delle parole al pensiero dell’uomo. Manifestare il proprio pensiero con la parola significa parlare come si pensa, non come altri vuole… Forse la formula più precisa è questa: si permette a ciascuno non di poter dire tutto quello che pensa, ma di non dover dire quello che non pensa. Perciò si parla correttamente di libertà di pensiero piuttosto che di libertà di parola… Secondo me l’articolo 21 garantisce all’individuo una vera libertà; vera perché non soggetta ad alcun limite e perciò non comprimibile da alcuna norma del diritto. Questa non è la libertà di dire tutto quello che uno pensa, ma di non dover dire quello che uno non pensa. Insomma, non tanto la libertà di parlare quanto la libertà di tacere… Il regime totalitario tende a far pensare tutti al medesimo modo. E poiché questo è impossibile, almeno a far parlare tutti al medesimo modo. Cioè a sopprimere più che la libertà di pensare, la libertà di tacere. Ora è questa più intima e vitale libertà che l’articolo 21 della Costituzione garantisce al cittadino italiano».

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