Al Passatore 100 km di fatica e passione

Al Passatore 100 km di fatica e passione con tanta gioia e molta voglia di vivermi questa esperienza fantastica

Al Passatore 100 km di fatica e passione con tanta gioia

Con gli oltre 100 km da correre, al Passatore di fatica ce n’è abbastanza ma ci sono anche tanta passione e molta soddisfazione. Due qualità che permettono di vivere un’esperienza davvero fantastica. Il 26 e 27 maggio scorso c’ero anch’io in piazza Duomo a Firenze. Ero tra i 3000 sotto un sole a dir poco arrabbiato quando alle 15 c’è stata la partenza di questa gara tanto intrigante quanto niente affatto facile.

In me si combattevano la tensione perché in 100 km tutto può accadere. Ma anche la serenità di prendere l’evento per quello che è, una gioia da vivere e poi da raccontare. “Sei già arrivato” continuavano a ripetere gli amici che ne hanno corse tante anche se in realtà dovevamo ancora partire. E debbo ammettere che la gioia e la voglia di vivermi questa esperienza hanno avuto la meglio su qualsiasi variabile negativa capace di rovinarmi la festa.
Stavo davvero bene anche se dopo i 50 km e il passo della Colla è successo ciò che ha condizionato un po’ la gara. Mi si sono spaccati i piedi. Purtroppo nessuno mi aveva detto che sarebbe stato opportuno cambiare calzini e scarpe ed è cominciata la sofferenza. Sopportabile fino ai 75 km ma via via sempre più dolorosa. Ho corso tutta la notte nonostante avvertissi un fastidio a dir poco lancinante finché non sono stato costretto a gettare la spugna al km 80. Ormai era già mattina. A quel punto non riuscivo a correre ma neppure a camminare con i piedi che continuavano a scivolare dolorosamente nelle scarpe.
Quando la dottoressa del 118 mi ha guardato i piedi nella tenda di Brisighella al km 88 si è spaventata. E a dire il vero pure io. Ma non potevo certo arrendermi. Mi sono applicato del cerotto e ho camminato e alla fine ce l’ho fatta. Ho varcato la finish line di Faenza dopo 18 ore e 30 minuti di corsa/camminata. Avevo messo in conto di fare meglio perché mi sentivo bene fisicamente e la mente mi incitava a proseguire, ma va bene così. Un’emozione incredibile e tanta soddisfazione anche se per una settimana sono dovuto stare con i piedi su una sedia perché non riuscivo neppure a camminare.
E poi alla soddisfazione di mettere al collo quella medaglia si è aggiunta la sorpresa. Gli amici dell’Atletica Taviano hanno voluto festeggiare insieme a me questo importante traguardo. E rivivere con il mio racconto l’esperienza di questa partecipazione al Passatore con i suoi oltre 100 km di fatica e passione. Un grazie anche ad Elena che mi ha supportato e sopportato stando al mio fianco in questa impresa meravigliosa. Sarebbe bello ripetere l’esperienza anche se al momento penso a godermi il risultato e a correre le prossime maratone.

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