Sbagliando non sempre si impara

Sbagliando non sempre si impara nel giallo Il filo rosso ambientato a Bologna ma può anche costare la vita

Sbagliando non sempre si impara nel giallo Il filo rossoSbagliando non sempre si impara come emerge nel giallo Il filo rosso ambientato a Bologna, ma può anche costare la vita. È quanto scoprono, loro malgrado, le sei vittime di questo avvincente thriller. Una serie di morti tanto misteriose quanto inquietanti caratterizza l’ennesima avventura del cronista salentino Rosario Saru Santacroce.

Queste persone, per lo più sconosciute tra loro, hanno in comune solo un sottile filo rosso che le unisce in un tragico destino. Una fatale casualità che dimostra quanto può essere costoso, in certi casi, trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Tutto comincia con l’omicidio di un imprenditore siciliano sui colli di Bologna, una storia realmente accaduta qualche anno fa. Poi la scia di sangue diventa sempre più consistente.
Apparentemente è difficile trovare un collegamento tra questi omicidi perché il modus operandi non è lo stesso. E gli inquirenti paiono in difficoltà di fronte a questa mattanza che porta inevitabilmente a pensare ai tempi bui della banda della Uno bianca. Tanta violenza, infatti, non si vedeva dall’arresto dei fratelli Savi.
Inoltre, non è facile lavorare in un clima via via sempre più incandescente e con la politica e l’opinione pubblica che chiedono risposte. Ma alla fine, a fatica e con un pizzico di fortuna, la verità viene fuori e il mistero viene svelato. Ma costa un’altra vittima innocente. Perché sbagliando non sempre si impara nel giallo Il filo rosso. Qualche volta si muore.

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